Il Sistema Immunitario

Un intestino sano aiuta il buon funzionamento
del sistema immunitario

l’80% del sistema immunitario
è concentrato a livello
del tratto gastrointestinale

In questi ultimi anni la ricerca ha messo in risalto la possibilità di migliorare il funzionamento del sistema immunitario modificando e correggendo i propri stili di vita ponendo maggiore attenzione al funzionamento del tratto gastro intestinale.

Poiché l’80% del sistema immunitario è concentrato a livello del tratto gastrointestinale, va da sé che un buon stato di salute dell’intestino – definito da una composizione bilanciata del microbiota e da una concentrazione adeguata di batteri buoni – possa favorire un migliore funzionamento delle difese immunitarie, offrendo così al nostro corpo una maggiore protezione contro le infezioni e riducendo il rischio di dover ricorrere all’uso di antibiotici.

Nel nostro intestino si verifica difatti una lotta continua tra i batteri “buoni” e quelli “cattivi” (patogeni). Quando insorgono disturbi intestinali, è segno che i batteri patogeni hanno avuto la meglio su quelli buoni e si sono accresciuti numericamente creando uno sbilanciamento e uno squilibrio nella composizione della flora batterica (microbiota intestinale): una condizione che dal punto di vista medico viene chiamata disbiosi.

DAlla luce del ruolo delle disbiosi nell’insorgenza di problemi di salute si evince quindi quanto sia importante mantenere il corretto bilanciamento ed equilibrio nella composizione del microbiota intestinale, favorendo la quantità di batteri buoni in grado di creare l’equilibrio ottimale della flora intestinale (chiamato eubiosi).

Reuflor
Reuflor vitamina D

La vitamina D:
l’amica del sistema immunitario

La vitamina D contribuisce alla normale funzione del sistema immunitario.

Fabbisogni giornalieri di vitamina D raccomandati
nel 1° anno di vita

IOM 2011 e AAP 2012 LARN 2012 Endocrine Society 2011°
Età Fabbisogno adeguato Fabbisogno massimo tollerabile Fabbisogno adeguato Fabbisogno massimo tollerabile Fabbisogno adeguato Fabbisogno massimo tollerabile
0-6 mesi 400 UI 1.000 UI NS NS 400-1.000 UI 2.000 UI
6-12 mesi 400 UI 1.000 UI 400 UI 1.000 UI 400-1.000 UI 2.000 UI

°Fabbisogni consigliati per i soggetti a rischio di deficit di vitamina D
AAP: Accademia Americana dei Pediatri (American Academy of Pediatrics); IOM: Istituto statunitense di Medicina
(Institute of Medicine); LARN: Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed Energia; NS: non specificato

Fabbisogni giornalieri di vitamina D raccomandati
tra 1 e 18 anni di vita

IOM 2011 e AAP 2012 LARN 2012 Endocrine Society 2011°
Età EAR RDA Fabbisogno massimo tollerabile EAR RDA Fabbisogno massimo tollerabile Fabbisogno giornaliero Fabbisogno massimo tollerabile
1-3 anni 400 UI 600 UI 2.500 UI 400 UI 600 UI 2.000 UI 600 – 1000 UI 4.000 UI
4-8 anni 400 UI 600 UI 3.000 UI 400 UI 600 UI 2.000 UI (4-10 anni) 600 – 1000 UI 4.000 UI
9-18 anni 400 UI 600 UI 4.000 UI 400 UI 600 UI 4.000 UI (11-18 anni) 600 – 1000 UI 4.000 UI

°Fabbisogni consigliati per i soggetti a rischio di deficit di vitamina D
AAP: Accademia Americana dei Pediatri (American Academy of Pediatrics); EAR: fabbisogno medio (introito in grado di coprire i fabbisogni del 50% della popolazione); IOM: Istituto statunitense di Medicina (Institute of Medicine); LARN: Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed Energia; RDA: assunzione raccomandata per la popolazione (introito stimato in grado di coprire il 97,5% della popolazione)

Tabelle tratte da: Pediatria Preventiva & Sociale. Consensus: Vitamina D in età pediatrica. Suppl. N. 3, Anno X, 2015.

Ma come si possono mantenere livelli adeguati di vitamina D nel nostro corpo? La vitamina D può essere introdotta nel nostro organismo tramite l’alimentazione: una fonte alimentare particolarmente ricca di vitamina D è per esempio il salmone; la vitamina D può essere prodotta anche dalla nostra pelle quando questa è esposta ai raggi del sole. Tuttavia, in caso di diete inappropriate o di scarsa esposizione alla luce solare (perché si trascorre gran parte del tempo in casa anziché all’aperto o quando l’irradiazione solare è più scarsa come nella stagione invernale o in particolari aree geografiche) i livelli di vitamina D possono ridursi e diventare insufficienti. Particolarmente a rischio di deficit di vitamina D sono le persone anziane e i bambini, per esempio, che trascorrono molto tempo in casa.

Nei casi di ridotto apporto o aumentato fabbisogno di vitamina D, la disponibilità di integratori alimentari può essere un valido aiuto: l’apporto di vitamina D può contribuire alla normale funzione del sistema immunitario e al normale assorbimento del calcio e del fosforo.