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Nuove luci su vitamina D e difese immunitarie

A seguito dell’imposizione di restare a casa per contrastare la diffusione del COVID-19, si è molto discusso di come il lungo periodo di lockdown abbia alterato lo stile di vita di noi italiani, soprattutto in termini di ridotta produzione di Vitamina D. La spiegazione va ricercata nel fatto che ben il 90% di questa importantissima vitamina è prodotta dalla nostra pelle grazie alla luce del sole (ne abbiamo parlato in una recente news).

Il livello di Vitamina D può diminuire in caso di diete inappropriate o di scarsa esposizione alla luce solare: il lungo tempo trascorso nelle proprie case durante il lockdown può essere considerato un valido esempio.

Come possiamo aumentare dunque i livelli di Vitamina D?

 Innanzitutto, è importante concedersi dai 15 ai 20 minuti al giorno di esposizione alla luce del sole e prestare attenzione alle scelte in fatto di alimentazione: la Vitamina D infatti è contenuta in alimenti come il salmone, lo sgombro e il tonno, il burro e formaggi più grassi. Per chi ha mantenuto un’alimentazione corretta ed equilibrata, non dovrebbe essersi presentata una carenza di micronutrienti quali i sali minerali e le vitamine.

È sempre bene comunque rivolgersi al proprio medico o farmacista di fiducia per considerare l’eventuale ridotto apporto o aumentato fabbisogno di vitamina D. In questi specifici casi, si potrà anche valutare assieme il ricorso agli integratori alimentari!