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	<description>Probiotici per la flora intestinale</description>
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	<title>Reuflor®</title>
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	<item>
		<title>Freddo e sistema immunitario: qual è il legame e come possiamo rinforzare le nostre difese?</title>
		<link>https://reuflor.it/freddo-e-sistema-immunitario-qual-e-il-legame-e-come-possiamo-rinforzare-le-nostre-difese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[adminTatommi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Jan 2023 13:23:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lifestyle]]></category>
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					<description><![CDATA[Raffreddori e influenze aumentano quando arriva la stagione fredda: questo è un fatto noto.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="p1">Raffreddori e influenze aumentano quando arriva la stagione fredda: questo è un fatto noto. Un altro fatto noto, però, è che non è il freddo in sé a causarli.<span class="Apple-converted-space"><br />
</span>Come abbiamo già spiegato tempo fa <a href="https://reuflor.it/i-malanni-invernali-non-sono-tutta-colpa-del-freddo/"><span class="s1">in un altro dei nostri articoli</span></a>, il maggior numero di malattie durante l’inverno è legato a un insieme di fattori che si combinano insieme: meteo e temperature, certo, ma anche il nostro modo di vivere durante l’inverno e la salute generale del nostro sistema immunitario che, in determinate condizioni, tende a indebolirsi. Uno dei fattori principali di questo indebolimento è la mancanza di esposizione (o esposizione non sufficiente) ai raggi solari. È grazie al sole, infatti, che il nostro organismo può attivare la produzione metabolica della vitamina D3, un elemento fondamentale per favorire il normale funzionamento del nostro sistema immunitario.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p class="p1">Durante i mesi invernali l&#8217;irraggiamento solare è fortemente ridotto, e in più trascorriamo la maggior parte del nostro tempo al chiuso: ed ecco che le difese immunitarie si ritrovano con un alleato in meno. Per questo, in casi di bisogno, può essere utile pensare all’utilizzo di integratori alimentari per raggiungere il giusto apporto di vitamina D3. <span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p class="p1">Un’altra conseguenza del periodo invernale sul sistema immunitario è legata alla velocità con cui le difese riescono ad attivarsi. Il freddo, infatti, tende a rallentare la nostra risposta immunitaria, diminuendo quindi la capacità di reazione contro virus e batteri. Questi ultimi, per contro, sono invece fortemente avvantaggiati dalla stagione invernale, perché trovano negli ambienti chiusi, umidi e con scarsa aerazione un terreno particolarmente fertile.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p class="p1">Insomma, mettendo insieme tutti questi fattori &#8211; la mancanza di sole, l’indebolimento del sistema immunitario e la maggiore diffusione degli agenti patogeni grazie al freddo e agli ambienti chiusi &#8211; si capisce bene da dove nasca la stretta correlazione che esiste tra la stagione fredda e la maggiore incidenza di malanni.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p class="p1">Ma quindi cosa possiamo fare per difenderci e aiutare il nostro sistema immunitario?<span class="Apple-converted-space"><br />
</span>Sicuramente prestare attenzione alla salubrità degli ambienti che frequentiamo, limitando per quanto possibile i luoghi chiusi e affollati, e mantenere sempre una buona igiene lavando spesso le mani. Se abbiamo la possibilità di passare del tempo all’aperto, meglio ancora se al sole, cerchiamo di approfittarne al massimo.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p class="p1">Infine, ricordiamo che la medicina ha evidenziato il rapporto esistente tra una flora batterica in salute e delle buone difese immunitarie: l’assunzione regolare di probiotici, quindi, può aiutare a mantenere il regolare funzionamento dell’una, con effetti benefici sul secondo. Come ripetiamo spesso: prendersi cura del microbiota significa prendersi cura dell’intero organismo.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p class="p2"><span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p class="p1">Fonti:</p>
<p class="p3"><span class="s2"><a href="https://reuflor.it/la-vitamina-d-un-aiuto-per-le-difese-immunitarie/">https://reuflor.it/la-vitamina-d-un-aiuto-per-le-difese-immunitarie/</a></span></p>
<p class="p3"><span class="s2"><a href="https://reuflor.it/i-malanni-invernali-non-sono-tutta-colpa-del-freddo/">https://reuflor.it/i-malanni-invernali-non-sono-tutta-colpa-del-freddo/</a></span></p>
<p class="p3"><span class="s2"><a href="https://reuflor.it/e-arrivato-il-cambio-di-stagione-tempo-di-pensare-alle-difese-immunitarie/">https://reuflor.it/e-arrivato-il-cambio-di-stagione-tempo-di-pensare-alle-difese-immunitarie/</a></span></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Preadolescenza e nuovi bisogni: mettiamoci in ascolto.</title>
		<link>https://reuflor.it/preadolescenza-e-nuovi-bisogni-mettiamoci-in-ascolto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[adminTatommi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Jan 2023 16:07:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[QuiMamme]]></category>
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					<description><![CDATA[Quando crescono, i nostri figli sentono forte il desiderio di essere visti e considerati come giovani adulti. Ecco come affrontare insieme questo passaggio.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="p1"><b>Quando crescono, i nostri figli sentono forte il desiderio di essere visti e considerati non più come bambini, ma come giovani adulti. Ecco come affrontare insieme questo passaggio</b></p>
<p class="p1">Nella preadolescenza i bisogni sono più evolutivi rispetto agli anni precedenti: i ragazzi hanno bisogno di esserci, di sentirsi riconosciuti, ascoltati e accettati, soprattutto da parte dei pari. Questi bisogni, però, dal loro punto di vista sono inascoltati e, al tempo stesso, anche un po<span class="s1">’ </span>inesprimibili perché la figura dell<span class="s1">’</span>adulto, che dovrebbe essere il porto sicuro a cui tornare sempre, appare in questo momento confusa, spesso contraddittoria e fragile, ma nell<span class="s1">’</span>accezione negativa del termine, cioè instabile. Nei momenti più duri della pandemia e nel lungo periodo di lockdown, infatti, anche gli adulti hanno accusato il colpo e non sempre sono riusciti ad essere un supporto stabile per i loro ragazzi.</p>
<p class="p3"><b>Cosa succede ai ragazzi</b></p>
<p class="p1">In questo particolare momento della crescita, superata l<span class="s1">’</span>età dell<span class="s1">’</span>infanzia in cui inevitabilmente seguivano le orme dei genitori senza troppo contraddirli, i giovanissimi si trovano a dover ricreare l<span class="s1">’</span>immagine che hanno di sé. &#8220;Per farlo, hanno bisogno di essere visti come esseri pensanti, hanno la necessità di prendere una posizione di protagonismo”, spiega Marta Rizzi, psicologa e psicoterapeuta. <span class="s1">“</span>In questo quadro, poi, non manca l<span class="s1">’</span>apertura alla trasgressione, il desiderio di uscire dai confini, di esplorare e sperimentare cose nuove per trovare un modo di ragionare altro rispetto a quello degli adulti di riferimento”.</p>
<p class="p1">Tipico di questa fase è l<span class="s1">’</span>atteggiamento apparentemente oppositivo, per cui se una cosa <span class="s1">“</span>si fa così”, non vuol comunque dire che debba per forza essere fatto così. A riprova di questo, c’è anche l<span class="s1">’</span>adesione a movimenti di protesta o affermazione, come a quello per l<span class="s1">’</span>ambiente o quello LGBT, che sono promossi e portati avanti soprattutto dai più giovani.</p>
<p class="p1">Questo bisogno generale, si differenzia poi in base al genere. <span class="s1">“</span>I maschi tendono ad aver bisogno di esprimere e di sentire riconosciuta la forza, un bisogno che si riflette sia sull<span class="s1">’</span>aspetto fisico, sia su quello della performance, che in questa fascia d<span class="s1">’</span>età è legata principalmente ai videogiochi, alle sfide online, ai challenge…”, sottolinea l<span class="s1">’</span>esperta. <span class="s1">“</span>Le ragazze, invece, hanno bisogno di relazione, di un confronto, di confidenza, una necessità rafforzata da strumenti e device che, oggi, permettono di stare sempre in contatto, 24 ore su 24”.</p>
<p class="p3"><b>Consigli per i genitori</b></p>
<ul class="ul1">
<li class="li4">I genitori devono trovare un nuovo punto d<span class="s1">’</span>inizio: per poter mantenere una relazione con i loro figli devono riadattarsi, ammettendo che non sono più bambini, che sono cresciuti. “È importante capire che ora hanno altri bisogni e necessità”, suggerisce Marta Rizzi. <span class="s1">“</span>Se i ragazzi si mettono in una posizione di contrapposizione, non significa che non ci vogliono più bene o che noi siamo dei genitori pessimi, significa semplicemente che stanno crescendo”.</li>
<li class="li4">Provare a tuffarsi nel passato e ricordarsi di come si era, di cosa si sentiva. Una volta recuperati quei ricordi e quelle sensazioni dell<span class="s1">’</span>adolescenza, chiediamoci come potremmo contestualizzarli oggi, come ci sentiremmo oggi se avessimo quelle necessità. I bisogni dei giovani non sono cambiati rispetto al passato, sono diversi gli strumenti e le modalità con cui si soddisfano.</li>
<li class="li4">Interessarsi alla vita dei propri figli, senza però inquisire, con un atteggiamento di apertura, di ascolto e di curiosità, senza giudicare o fare terzo grado.</li>
<li class="li4">Ricordare a noi stessi e anche a loro che li amiamo, sempre e comunque, anche se dobbiamo ammettere che stare in relazione con loro è difficile. <span class="s1">“</span>Anche se non siamo più il loro punto di riferimento esclusivo, in qualche modo dobbiamo sempre essere quello stabile, a cui possono tornare quando hanno dubbi e preoccupazioni. Affronteranno sfide e ostacoli ed è bene che sappiano che noi ci saremo sempre”, spiega l<span class="s1">’</span>esperta.</li>
<li class="li4">A fronte del moto trasgressivo che è nelle loro corde, per indirizzarli al meglio non è efficace usare moralismi, quanto informarli e renderli partecipi di un ragionamento. <span class="s1">“</span>Come consigliano Alberto Pellai e Barbara Tamborini nel libro <span class="s1">“</span>L<span class="s1">’</span>età dello tsunami” prendendo ad esempio il problema del tabagismo, piuttosto che puntare su allarmismi e pericoli per salute, conviene informare i ragazzi sulle tecniche di marketing strategico che ci sono alle spalle delle multinazionali del tabacco, attivando così in loro la voglia di non omologarsi, di non aderire al modello che gli adulti vogliono imporre e portandoli a non fumare per principio”, consiglia Marta Rizzi.</li>
<li class="li4">Infine, supportarli nella crescita e nella loro necessità di essere riconosciuti come dei soggetti pensanti, fornendo stimoli diversi e diversificati in modo che possano crearsi un pensiero proprio e orientarsi in un mondo che spesso propone falsi miti e fake news.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Articolo redatto in collaborazione con</em> <a href="https://quimamme.corriere.it/"><span class="s2"><b>Quimamme</b></span></a></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Fine anno, tempo di bilanci: il tuo 2022 in 5 esperienze positive.</title>
		<link>https://reuflor.it/fine-anno-tempo-di-bilanci-il-tuo-2022-in-5-esperienze-positive/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[adminTatommi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Nov 2022 10:45:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lifestyle]]></category>
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					<description><![CDATA[Il grande scrittore Kurt Vonnegut una volta disse "Quando siete felici, fateci caso". Una grande lezione che spesso perdiamo di vista.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il grande scrittore Kurt Vonnegut una volta disse &#8220;Quando siete felici, fateci caso&#8221;.</strong><br />
Una grande lezione che spesso perdiamo di vista. È  inevitabile, ed è umano: la nostra mente tende a mantenere freschi nella memoria gli episodi più difficili o tristi e ad aumentare di importanza anche i piccoli contrattempi o le delusioni, soprattutto se siamo stressati. Così accade che le gioie e le conquiste, anche quelle più semplici, spesso scorrono via inosservate.</p>
<p>La fine dell’anno è tradizionalmente il momento dei bilanci, e oggi ti invitiamo a farne con noi uno un po’ speciale e, soprattutto, tutto incentrato sulla positività. Guardiamo indietro all’anno appena trascorso cercando di dare valore a tutto quello che il 2022 ci ha portato: sorprese, scoperte, belle esperienze, nuovi affetti, sfide che ci hanno fatto crescere, momenti di serenità e di gioia. Piccole e grandi cose che ci hanno fatto stare bene e a cui vogliamo davvero fare caso.</p>
<p>Per questo abbiamo preparato cinque spunti di riflessione per invitarti a ricordare e a riconoscere quanto di bello ti è accaduto nel 2022, per portalo con te nel nuovo anno come un vero e proprio bagaglio di energia positiva. Sei pronta a fare questo viaggio con noi? Cominciamo.</p>
<ol>
<li><em><strong>Nessun posto come casa</strong><sup><strong>(1)</strong><br />
</sup></em>Lo spazio più importante per la vita di molti di noi. Ci accoglie, ci protegge e ci rappresenta. Nel 2022 hai fatto qualcosa di nuovo o di bello per lei? Una nuova decorazione, oppure una riparazione che attendeva da tanto? Oppure hai comprato/cambiato casa, magari addirittura città? Guardati intorno e dedica alla tua casa un bel sorriso.</li>
<li><em><strong>Un regalo per il mio corpo</strong><br />
</em>Volersi bene significa anche prendersi cura del proprio corpo. Anche perché il benessere fisico è strettamente connesso a quello mentale. Hai cominciato uno sport o hai continuato con costanza un’attività già intrapresa? Hai cambiato abitudini alimentari in favore di una dieta equilibrata e di un sano movimento quotidiano? Il tuo corpo ringrazia!</li>
<li><em><strong>Uno sconosciuto è solo un amico che non hai ancora incontrato</strong><sup><strong>(2)</strong><br />
</sup></em>Ogni giorno facciamo nuove conoscenze e incontriamo persone nuove, che magari rimangono nella nostra vita e diventano nuove amicizie e veri legami. Ma a volte anche degli incontri brevi e casuali possono lasciare il segno e regalarci un sorriso. Scommettiamo che ne hai almeno uno in mente adesso.</li>
<li><em><strong>Un posto nuovo che ho scoperto</strong><br />
</em>Un luogo che non avevi mai visitato e che ti ha lasciato un’emozione durante un viaggio.  Ma anche quell’angolino della tua città che non avevi mai notato prima, o un posto familiare che però hai osservato per la prima volta da un altro punto di vista. Guardare le cose note con occhi nuovi è una grande dote, e se sei capace di farlo puoi esserne felice.</li>
<li><em><strong>Quando è stata l’ultima volta che hai fatto qualcosa per la prima volta?</strong><br />
</em>Per finire: uno spunto di riflessione che li raccoglie insieme un po’ tutti. C’è sicuramente qualcosa che, durante il 2022, hai sperimentato per la prima volta. Una sfida in cui ti sei lanciata, un corso, una nuova attività che magari sognavi di fare da tempo. Qualcosa che ti ha fatto divertire, o grazie alla quale hai imparato qualcosa di te che non conoscevi.<br />
Adesso puoi ripensarci e dire a te stessa: ben fatto!</li>
</ol>
<p>Quali sono i tuoi ricordi positivi del 2022?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><sup>(1)</sup></em>“There’s no place like home”: Dorothy, “Il Mago di Oz”</p>
<p><em><sup>(2)</sup></em> “There are are no strangers here. Only friends you haven’t yet met”, W. B. Yeats</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>I nostri ragazzi, digitali sì, ma sempre informati e consapevoli.</title>
		<link>https://reuflor.it/i-nostri-ragazzi-digitali-si-ma-sempre-informati-e-consapevoli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[adminTatommi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Nov 2022 16:25:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[QuiMamme]]></category>
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					<description><![CDATA[Sempre più connessi, per giocare, studiare e comunicare con i pari, i più giovani rischiano di perdere il contatto con la realtà e di sentirsi confusi.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Sempre più connessi, per giocare, studiare e comunicare con i pari, i più giovani rischiano di perdere il contatto con la realtà e di sentirsi confusi. Ecco come capirli e aiutarli.</strong></p>
<p>Nell’ultimo periodo, complice la pandemia, bambini e ragazzi sono stati inevitabilmente invitati a stazionare per molte ore della loro giornata su vari device, un po’ per necessità, un po’ per comodità. Quella all’uso delle tecnologie e di internet, quindi, è diventata un&#8217;abitudine crescente, nonostante sempre più studi scientifici neurofisiologici dimostrino come questo abbia un impatto negativo sui ragazzi sotto i 14 anni di età. Anche se si parla sempre più dei pericoli della Rete e si cerca di fare sempre più cultura per un uso consapevole delle tecnologie e di internet, è indispensabile continuare a fare informazione, tra i genitori e i ragazzi, perché spesso non ci si rende davvero conto che le proprie azioni hanno sempre delle conseguenze, anche negative, e che tutto ciò che pubblichiamo è condivisibile e può essere usato contro di noi, nel presente e nel futuro.</p>
<p><strong>Cosa succede ai ragazzi</strong></p>
<p>I social network, primo fra tutti Instagram, permettono di restare in contatto con tante persone, di comunicare con tante persone, anche con i propri idoli, persone che prima erano inarrivabili, e questo ridimensiona molto l’approccio dei giovanissimi con le cose: tutto è più alla loro portata, più facile da raggiungere, anche se poi emerge frequente e forte la sensazione di non parlare davvero con nessuno.</p>
<p>Non solo, l&#8217;uso continuo dei social network porta i ragazzi a fraintendere la realtà e a vederla in un modo che non sempre è costruttivo, in particolare sui temi della sessualità o della gestione dei soldi. L’ultima tendenza nel mondo dei videogiochi è quella dei gamer che, oltre a mostrare come giocare, si dedicano all’unboxing, cioè allo spacchettamento e alla recensione di nuovi giochi e prodotti. “Guardare i gamer o gli YouTuber risponde a un bisogno di rispecchiamento emotivo che i ragazzini non riescono a trovare nella realtà, per cui si immedesimano nel giocatore e vivono le sue esperienze, le sue emozioni e le sue sensazioni”, spiega Marta Rizzi, psicologa e psicoterapeuta. “L’unboxing è una strategia di marketing che comunica al ragazzino l’idea di un’accessibilità molto facile da parte di altri a quelli che sono i suoi oggetti del desiderio e questo suscita frustrazione, perché nessuno nella realtà può avere accesso a una quantità simile di giochi, così belli e costosi”.</p>
<p>Al tempo stesso l’utilizzo di queste tecnologie è fuorviante per la concezione del valore del denaro e per la sua gestione: nei videogiochi si viene spesso invitati ad acquistare gemme, livelli o strumenti di vario genere per migliorare la propria performance e l’esperienza di gioco. “I ragazzini spesso faticano a distinguere quello che è reale da quello che non lo è e si ritrovano a utilizzare del credito reale, quasi sempre di nascosto da mamma e papà, per acquistare denaro virtuale, senza comprendere gli effetti negativi, il fatto che quei soldi vengono realmente spesi e, dunque, persi. Una volta realizzato, a cascata si genera l&#8217;attivazione di emozioni e pensieri in contrasto tra loro &#8211; ad esempio senso di colpa, inadeguatezza, ansia, panico &#8211; che spesso si traducono in comportamenti e sensazioni ancor più al limite, quando la chiave sarebbe parlare con mamma e papà ammettendo il proprio errore”, sottolinea l’esperta.</p>
<p>La confusione, poi, può essere generata da un uso non appropriato della Rete anche sui temi relazionali, come la sessualità. “Un accesso volontario o meno a contenuti pornografici lancia un messaggio di una sessualità atta esclusivamente al piacere istantaneo, a volte anche troppo focoso e violento, lontano dalla realtà che, invece, prevede l’individualità di ciascuno e l’importanza della relazione”, avvisa la psicologa.</p>
<p><strong>Consigli per i genitori</strong></p>
<ul>
<li>Cerchiamo di conoscere meglio i nostri ragazzi, il loro mondo, e di vedere la realtà dalla loro angolatura. Anche se vedere i gamer in azione non è una nostra ambizione, ad esempio, è comunque un modo per condividere e per capire cosa li attrae di questo mondo.</li>
<li>Riuscire a parlare di alcuni temi, come sesso, droga, gioco d’azzardo, senza renderli dei tabù aiuta a responsabilizzarli rispetto a dei comportamenti migliori. Così si abituano a non trasgredire in quello che reputano essere percepito dai genitori come qualcosa che non si può fare.</li>
<li>Monitorare e regolamentare l’uso che i nostri figli fanno delle tecnologie per arginare il rischio dipendenza. E per scongiurare anche quello da isolamento, perché si sta insieme fisicamente ma ognuno è chiuso nella sua bolla, per esempio inserendo qualche regola condivisa e attuata da tutti, come il divieto del cellulare a tavola o prima di andare a dormire.</li>
<li>Educhiamoli all’uso della parola consapevole per comunicare e interagire con i loro pari nelle chat, invitandoli a riflettere su quello che stanno per scrivere e su come si sentirebbero se qualcuno parlasse così a loro.</li>
<li>Ultimo consiglio, sul tema algoritmo: per i ragazzi il poter essere costantemente ascoltati e osservati nelle loro azioni non rappresenta un problema, anzi, è considerato un facilitatore. “Sicuramente sul piano funzionale l’algoritmo può essere un’agevolazione, perché mi propone quello di cui ho bisogno, ma abitua a non esplorare e a non sperimentare, per cui si riflette sullo sviluppo di alcune abilità dei ragazzi, anche se loro non se ne rendono conto”, osserva Marta Rizzi. “Proviamo a renderli partecipi della strategia che sta dietro all’uso dell’algoritmo, magari attraverso la visione del documentario ‘The Social Dilemma’, per suscitare la loro voglia di sottrarsi al controllo e alla manipolazione. E continuiamo a informarci e formarci per restare tecnologicamente aggiornati e riuscire ad avere gli argomenti giusti per parlare con i nostri figli e per monitorare l’utilizzo che fanno dei device”.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Articolo redatto in collaborazione con</em> <a href="https://quimamme.corriere.it/"><span class="s2"><b>Quimamme</b></span></a></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Arriva l’inverno: come difendersi da raffreddori e influenze.</title>
		<link>https://reuflor.it/arriva-linverno-come-difendersi-da-raffreddori-e-influenze/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[adminTatommi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Nov 2022 10:25:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[Lifestyle]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://reuflor.it/?p=11104</guid>

					<description><![CDATA[La prevenzione, come sappiamo, è sempre la nostra alleata migliore in questa stagione.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="p1">L’inverno è ormai alle porte e siamo nel pieno della stagione fredda. Questo vuol dire che raffreddori e influenze sono all’ordine del giorno, nonostante le attenzioni. La prevenzione, come sappiamo, è sempre la nostra alleata migliore in questa stagione, e rinforzare il sistema immunitario ci aiuta a difenderci dagli attacchi di virus e batteri. Ma a volte le difese non bastano, e finiamo sotto le coperte con brividi e naso che cola: cosa possiamo fare per stare meglio e agevolare la nostra guarigione?<span class="Apple-converted-space">  </span>Ci vengono in aiuto i piccoli rimedi “della nonna”: consigli e soluzioni semplici e pratiche, che possono calmare i sintomi e accompagnare il recupero.</p>
<p class="p3"><i>Una nota importante: le soluzioni che ti proponiamo </i><b><i>non sostituiscono in nessun caso una terapia medica e/o farmacologica</i></b><i>. Se non stai bene consulta sempre il tuo medico per avere le giuste indicazioni terapeutiche!</i></p>
<p class="p2"><b>Prima regola: idratazione<br />
</b>Che si tratti di un semplice raffreddore o di una più fastidiosa influenza intestinale, è importante idratarsi costantemente per reintegrare liquidi e sali minerali. Bevi spesso, sia acqua che tisane, ma anche brodo caldo, che oltretutto è anche rilassante e nutriente. Non sottovalutare mai questo aspetto: l’organismo umano ha bisogno di almeno 2 litri di acqua al giorno in situazioni normali… immagina quanta te ne serve in questi casi.</p>
<p class="p1"><b>Libera le vie respiratorie<br />
</b>Raffreddore, catarro e difficoltà respiratorie sono tra i fastidi più comuni dei malanni di stagione. Uno dei rimedi più semplici ma anche più efficaci per ridurre il fastidio e aiutare la guarigione sono i suffumigi. Ti basta una ciotola di acqua fumante, qualche goccia di essenza balsamica, un asciugamano sulla testa e… respiri profondi!<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p class="p4">La prima cosa da fare è procurarti un’essenza balsamica che sia adatta alle tue esigenze, e per farlo il nostro consiglio è di rivolgerti sempre al tuo medico o farmacista di fiducia. A questo punto… si può cominciare. Dieci minuti possono bastare, ma puoi ripetere l’operazione anche più volte al giorno. E prima di dormire, se il tuo naso è molto chiuso, prova anche a mettere sul cuscino un paio di gocce della stessa essenza.</p>
<p class="p2"><b>Impacchi caldi per dolori<br />
</b>Con l’influenza arrivano anche i dolori articolari e spesso addome, schiena e spalle sono tra i punti più dolenti. Un impacco caldo può aiutare a sciogliere il dolore e a rilassare i muscoli. Come fare? Con una semplice borsa dell’acqua calda, oppure con un cuscino imbottito di semi di lino o di noccioli di ciliegie da scaldare al forno: questi semi sono ideali per mantenere il calore e possono trasmettere un benefico tepore molto a lungo. Se non hai in casa uno di questi oggetti, niente paura: puoi preparare il tuo cuscino scaldando al forno del sale grosso, per poi avvolgerlo con cura in uno o più panni di cotone. Pronto da applicare!</p>
<p class="p2"><b>Riposo e relax<br />
</b>Potrà sembrarti un consiglio banale, ma a volte è bene ricordarlo: quando siamo ammalati, il riposo è essenziale per dare al corpo modo di riprendersi e recuperare le sue energie. Pensalo anche come un momento per riprendere contatto con te e dedicarti delle meritatissime attenzioni. Mettiti al caldo sotto una coperta e leggi un libro, ascolta la musica che ami, e lascia che il tuo corpo concentri tutte le sue energie nella guarigione mentre la tua mente si rilassa.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p class="p2"><b>Alimentazione e benessere intestinale<br />
</b>Quando il corpo sta reagendo a una malattia, per quanto lieve, deve essere sostenuto adeguatamente con un’alimentazione corretta. Questo vuol dire alimenti nutrienti ma leggeri, non troppo elaborati per non affaticare l’apparato gastrointestinale. Vitamine e sali minerali sono essenziali, quindi via libera a frutta fresca e verdure, anche in forma di succhi, frullati o centrifughe.</p>
<p class="p1">E per aiutare la tua flora intestinale a tornare al suo equilibrio, hai degli alleati fondamentali nei fermenti lattici: un integratore a base di probiotici contribuisce a riequilibrare la flora batterica, con effetti benefici sulle funzioni intestinali e sul funzionamento del sistema immunitario, oltre a contrastare gli effetti collaterali di eventuali farmaci antibiotici.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La casa, uno spazio per ritrovarsi e stare insieme.</title>
		<link>https://reuflor.it/la-casa-uno-spazio-per-ritrovarsi-e-stare-insieme/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[adminTatommi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Nov 2022 10:06:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[QuiMamme]]></category>
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					<description><![CDATA[Considerata per tanto tempo un nido sicuro e accogliente, ora la casa rischia di diventare un nascondiglio per sottrarsi alla realtà.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="p1"><b>Considerata per tanto tempo un nido sicuro e accogliente, in cui abbiamo imparato di nuovo a condividere tempo e passioni, ora la casa rischia di diventare un nascondiglio per sottrarsi alla realtà. Ecco i consigli dell</b><span class="s1">’</span><b>esperta.</b></p>
<p class="p1">Quello domestico, da sempre, è uno spazio ambivalente per i giovani, con dei pro e dei contro, non di rado conflittuale. Lockdown e pandemia, costringendoci a una maggiore permanenza tra le mura di casa e a una convivenza più assidua, hanno permesso ai ragazzi di conoscere nuovamente la propria famiglia, di stare e di rivedere mamma, papà, fratelli e sorelle. Se, in alcuni casi, questo può aver accentuato un senso di distacco, di distanza e di non riconoscimento, in altri può aver risvegliato un senso di appartenenza.</p>
<p class="p3"><b>Cosa succede ai ragazzi</b></p>
<p class="p1"><span class="s1">“</span>La convivenza forzata per loro è diventata un<span class="s1">’</span>opportunità di vedere il lato profondo del nostro essere umano, tutto l<span class="s1">’</span>aspetto emotivo, le nostre fragilità, senza che fossero inquinati e nascosti dalla frenesia e dalle incombenze del quotidiano”, osserva Marta Rizzi, psicologa e psicoterapeuta. <span class="s1">“</span>Un aspetto importante che, nel momento in cui si condivide, mostrando ai nostri ragazzi che è normale avere debolezze, difficoltà e fare fatica, può diventare un ponte per la relazione, da mantenere e portare avanti anche oltre lo stato di emergenza, quando riprendono i ritmi incessanti della prepandemia”.</p>
<p class="p1">Molti preadolescenti e adolescenti, nei mesi passati, si sono ritrovati a rivalutare l<span class="s1">’</span>ambiente domestico, sentendolo nuovamente come un nido sicuro, dove trovare conforto e rassicurazione, soprattutto in un periodo ipercinetico di informazioni e stimoli emotivi esterni che possono attivare emozioni intense e a volte discordanti. <span class="s1">“</span>Una sensazione, però, che può diventare controproducente e portare alcuni ragazzi a considerare la casa anche come un luogo in cui potersi nascondere, dove è possibile non mettersi in gioco, perché hanno paura di quello che c’è fuori. E a mantenere il contatto con gli altri solo se mediato da un device, con una buona dose di ansia nel dover riprendere le relazioni reali nei periodi di ripresa”, sottolinea Marta Rizzi.</p>
<p class="p3"><b>Consigli per i genitori</b></p>
<ul class="ul1">
<li class="li4">Invitiamoli a personalizzare il loro spazio in casa, per abbellirlo e caratterizzarlo, per dare voce alla loro personalità, ai loro talenti e alle loro passioni. Così che il loro luogo sicuro non sia un nascondiglio, ma uno spazio in cui potersi esprimere.</li>
<li class="li4">Con le dovute accortezze e attenzioni, apriamo la porta di casa a qualche amico, in modo che l<span class="s1">’</span>ambiente domestico diventi anche un luogo di incontro e relazione.</li>
<li class="li4">Cerchiamo di mantenere vivi i momenti di socialità familiare, prima obbligati dalla convivenza, con giochi da tavolo, con la progettazione condivisa di idee, di gite, di uscite, con la sperimentazione di nuove cucine, per mettersi in gioco insieme in qualcosa. <span class="s1">“</span>In questi momenti, per stare davvero insieme ai nostri ragazzi, noi per primi dobbiamo tenere tutto il resto fuori e non farci travolgere da stimoli esterni: il cellulare si spegne o si tiene altrove”, consiglia l<span class="s1">’</span>esperta.</li>
<li class="li4">Se la casa è diventata quel nascondiglio un po<span class="s1">’ </span>troppo stretto in cui stare, bisogna provare a vedere, anche in funzione delle caratteristiche dei nostri figli, quali possono essere i margini per far sì che possano rilanciarsi e riprovarsi fuori da casa. <span class="s1">“</span>Capire se c’è amico o una particolare attività che lo possa spingere a uscire, rassicurandolo costantemente che comunque quella serenità e sicurezza di casa ci saranno sempre e che lui le ritroverà quando meglio crede”, conclude Marta Rizzi.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Articolo redatto in collaborazione con</em> <a href="https://quimamme.corriere.it/"><span class="s2"><b>Quimamme</b></span></a></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>La scuola, un luogo per imparare e per socializzare.</title>
		<link>https://reuflor.it/la-scuola-un-luogo-per-imparare-e-per-socializzare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[adminTatommi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Oct 2022 08:41:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[QuiMamme]]></category>
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					<description><![CDATA[Dopo un periodo di frequenza sporadica delle lezioni in presenza, i ragazzi devono trovare di nuovo il modo di vivere la scuola al meglio.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="p1"><b>Dopo un periodo di frequenza sporadica delle lezioni in presenza, i ragazzi devono trovare di nuovo il modo di vivere la scuola al meglio, sia come luogo di studio, sia come luogo per stare bene con i loro coetanei</b></p>
<p class="p1">Durante il lungo periodo di lockdown che abbiamo vissuto, la scuola era diventata uno spazio prettamente domestico, individuale, in cui i ragazzi si sono ritrovati a dover dimostrare autonomia, indipendenza, autoregolazione e responsabilità. In base alla loro struttura e anche alle loro caratteristiche e bisogni, si sono ritrovati un po<span class="s1">’ </span>spaesati, spesso con la tentazione di trasgredire e di mettere in atto una serie di strategie per non partecipare alle lezioni, invocando problemi alla rete o alla telecamera del computer, spesso ispirati dai video che circolavano sui vari social con suggerimenti per bypassare la presenza. I lunghi mesi trascorsi a casa, anche se a periodi alterni, non li ha disabituati solo alla concentrazione, ma anche allo stare in gruppo. Perché la scuola non è solo il luogo dell<span class="s1">’</span>apprendimento, ma anche quello di incontro, dove si imparano i comportamenti sociali.</p>
<p class="p3"><b>Cosa succede ai ragazzi</b></p>
<p class="p1">In questo momento i più giovani stanno vivendo un cambiamento totale, ritrovandosi di nuovo in uno spazio condiviso, ma ancor più regolamentato, dove la socializzazione non è (o non dovrebbe essere) possibile. <span class="s1">“</span>Questo non li aiuta a ritrovare il contatto e la vicinanza, perché la scuola è diventata un luogo dove ai ragazzi viene richiesto di essere macchine atte ad apprendere”, spiega Marta Rizzi, psicologa e psicoterapeuta. <span class="s1">“</span>Non solo, ad apprendere anche in modo veloce, perché si vive costantemente con il timore che la situazione torni a peggiorare o che un contagio in classe porti a un nuovo blocco, con tutte le limitazioni della didattica a distanza”.</p>
<p class="p1">In una situazione di questo tipo, può anche succede che sia difficile percepire le difficoltà altrui. Per cui gli insegnanti, orientati a dover raggiungere gli obiettivi fissati entro la fine dell<span class="s1">’</span>anno scolastico, si focalizzano più sullo studente e meno sulla persona. <span class="s1">“</span>Se già prima era difficile riuscire a stare sulle difficoltà del singolo, adesso lo è ancor di più, anche perché è più complicato decodificare la comunicazione non verbale dei ragazzi a causa dell<span class="s1">’</span>uso costante della mascherina”, sottolinea l<span class="s1">’</span>esperta. <span class="s1">“</span>In questa scuola, quindi, oltre a non poter socializzare, i ragazzi rischiano anche di essere trattati come robot che devono solo raggiungere l<span class="s1">’</span>obiettivo dato”.</p>
<p class="p3"><b>Consigli per i genitori</b></p>
<ul class="ul1">
<li class="li4"><span class="s1">“</span>Cerchiamo di creare una sorta di patto di alleanza con gli altri genitori e con gli insegnanti: siamo tutti nella stessa situazione complicata, troviamo il modo di stare in relazione senza colpevolizzarci, criticarci e giudicarci. L<span class="s1">’</span>obiettivo comune è che i ragazzi stiano bene anche a scuola, tentiamo il più possibile di limitare critiche e sposare spirito collaborativo”, consiglia Marta Rizzi. Come fare? Provando a confrontarci, anche con altri genitori, per capire se ci sono dei disagi e manifestazioni che magari possono essere condivisi e ricorrenti in una stessa classe e che non sono solo dei nostri figli. Attenzione, ad esempio, a comportamenti alimentari disfunzionali, ansia intensa, attacchi di panico.</li>
<li class="li4">Proviamo a capire quali strategie hanno messo in atto gli altri genitori o se hanno consigli da darci. È indispensabile porsi verso gli altri con un atteggiamento di umiltà e condivisione, senza stare sulla difensiva o, peggio, all<span class="s1">’</span>attacco.</li>
<li class="li4">Per favorire lo spirito collaborativo e rendere più agevole la socializzazione, si possono individuare momenti di incontro o di studio tra i ragazzi anche al di fuori della scuola. Dato che a scuola è tutto regolamentato e faticoso, i ragazzi potrebbero avere delle resistenze a fare gruppo con i compagni per il desiderio di non vedere nessuno di quelli che vedo quando sono in classe. <span class="s1">“</span>L<span class="s1">’</span>obiettivo, invece, è cercare di farli stare bene a scuola, con i loro compagni e dobbiamo tentare di rafforzare queste relazioni, ancora di più se i nostri figli hanno appena iniziato un nuovo ciclo di scuola e le fatiche sono maggiori”, incoraggia Marta Rizzi.</li>
<li class="li4">Studiamo l<span class="s1">’</span>effettiva regolamentazione che viene messa in atto dalla scuola per capire quali reazioni emotive e possibili effetti possano esserci sulla sensibilità e sulle caratteristiche uniche dei nostri figli.</li>
<li class="li4"><span class="s1">“</span>Adottiamo uno spirito collaborativo anche con i nostri figli, cercando di individuare insieme quali possono essere le modalità per aiutarli a stare in quella situazione nel migliore dei modi o, per lo meno, per poterla tollerare”, conclude la psicologa.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Articolo redatto in collaborazione con</em> <a href="https://quimamme.corriere.it/"><span class="s2"><b>Quimamme</b></span></a></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Prebiotici e Probiotici: facciamo un po’ di chiarezza.</title>
		<link>https://reuflor.it/prebiotici-e-probiotici-facciamo-un-po-di-chiarezza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[adminTatommi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Oct 2022 15:33:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[Lifestyle]]></category>
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					<description><![CDATA[La nostra flora intestinale, conosciuta anche come microbiota intestinale, è l’insieme di tutti i microorganismi che vivono all’interno del nostro intestino.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="p1">La nostra flora intestinale, conosciuta anche come <b>microbiota intestinale</b>, è l’insieme di tutti i microorganismi che vivono all’interno del nostro intestino, svolgendo importanti funzioni che aiutano il suo funzionamento.<span class="Apple-converted-space"><br />
</span>Come sappiamo bene, <b>l’equilibrio del microbiota è essenziale</b> non solo per l’intestino, ma per il benessere del nostro intero organismo: nutrizione, metabolismo, difese immunitarie e moltissimi altri aspetti della nostra salute sono strettamente correlati al benessere del microbiota. Per questo è essenziale prendersene cura, e uno dei modi migliori per farlo è garantire il giusto apporto di <b>probiotici</b> e di <b>prebiotici</b>.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p class="p1">Capita spesso di sentir usare questi due termini come se si trattasse della stessa cosa ed è facile confondere gli uni con gli altri, per via della somiglianza delle parole. Ma <b>probiotici e prebiotici sono due cose diverse </b>ed è importante conoscerli bene entrambi per poterne trarre il massimo beneficio. Ecco quindi una piccola guida che può esserti utile.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p class="p2">Cominciamo con le definizioni.<br />
Come indicano le linee guida del Ministero della Salute, il termine <b>probiotico</b> <i>“è riservato a quei microrganismi che si dimostrano in grado, una volta ingeriti in adeguate quantità, di esercitare funzioni benefiche per l&#8217;organismo”</i>.<br />
Quando parliamo di <b>prebiotici</b>, invece, ci stiamo riferendo ad <b>alimenti</b> che contengono – in quantità adeguata – delle molecole in grado di promuovere lo sviluppo di gruppi batterici utili all’uomo.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p class="p2">Entriamo ancora un po’ nel dettaglio.<span class="Apple-converted-space"><br />
</span>Nel caso dei <b>probiotici</b> (il cui nome viene dalle parole greche “pro” e “bios”, a favore della vita) abbiamo un prodotto composto da <b>microorganismi viventi e attivi</b>, prevalentemente batteri ma non solo, in grado di colonizzare l’intestino e quindi di stabilirsi al suo interno, interagendo con la flora intestinale già esistente e favorendone l’equilibrio, o in altre parole l’eubiosi.<br />
Quando parliamo di <b>eubiosi</b> (altro termine che deriva dal greco e vuol dire letteralmente “vita buona”) ci riferiamo a una situazione in cui tutti i microorganismi che compongono il microbiota intestinale – batteri, lieviti, ecc – si trovano in equilibrio e contribuiscono a mantenere regolare il funzionamento dell’apparato intestinale.</p>
<p class="p2">I <b>prebiotici</b>, invece, <b>non sono organismi vivi,</b> <b>si tratta di sostanze non digeribili</b>, contenute in natura in alcuni alimenti, che hanno un effetto positivo sulla crescita di una o più specie batteriche all’interno del colon. Il ruolo e la funzione del prebiotico, quindi, è di favorire lo sviluppo del probiotico assunto in contemporanea, proprio come un nutriente o un fertilizzante per una coltura.<span class="Apple-converted-space"><br />
</span>I prebiotici possono essere contenuti all’interno di cibi di varia natura: da cereali come la farina di frumento o il germe di grano a frutta e verdura come banane, porri, aglio o cipolla, fino ai legumi, nel caso dei fagioli. Le sostanze prebiotiche possono essere contenute anche all’interno di integratori a base di fermenti lattici, e questo può contribuire alla confusione, dato che i fermenti lattici sono invece prodotti probiotici.<span class="Apple-converted-space"> </span><b>Quando parliamo di prebiotici e probiotici, parliamo di sostanze diverse, con funzioni diverse, che lavorano bene insieme per la salute del nostro intestino.<span class="Apple-converted-space"> </span></b></p>
<p class="p2"><b>Perché è importante assumere prebiotici?<span class="Apple-converted-space"><br />
</span></b>È importante assumere prebiotici attraverso la dieta proprio perché, come abbiamo visto, possono favorire la crescita di batteri che hanno un effetto positivo sull’equilibrio del nostro sistema intestinale.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p class="p2"><b>E perché è importante assumere probiotici?<span class="Apple-converted-space"><br />
</span></b>Apportando un adeguato numero di microorganismi in grado di colonizzare l’intestino, i probiotici possono aiutare a mantenere in equilibrio la flora intestinale, fondamentale, come abbiamo visto, per la salute dell’intestino. Ma attenzione, i probiotici non sono tutti uguali, è importante conoscere i ceppi batterici al loro interno e farsi guidare dal medico o dal farmacista nella scelta del prodotto più adatto alla propria situazione.</p>
<p><em>Fonti:</em> <em><strong><a href="https://www.fondazioneveronesi.it/magazine/articoli/lesperto-risponde/prebiotici-probiotici-e-simbiotici-cosa-sono-e-cosa-servono1" target="_blank" rel="noopener">https://www.fondazioneveronesi.it/magazine/articoli/lesperto-risponde/prebiotici-probiotici-e-simbiotici-cosa-sono-e-cosa-servono1</a></strong></em></p>
<p><em><strong><a href="https://www.salute.gov.it/portale/temi/p2_6.jsp?id=1426&amp;area=Alimenti%20particolari%20e%20integratori&amp;menu=integratori" target="_blank" rel="noopener">https://www.salute.gov.it/portale/temi/p2_6.jsp?id=1426&amp;area=Alimenti%20particolari%20e%20integratori&amp;menu=integratori</a></strong></em></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Adolescenza in arrivo: come cambia la relazione.</title>
		<link>https://reuflor.it/adolescenza-in-arrivo-come-cambia-la-relazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[adminTatommi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Sep 2022 09:50:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[QuiMamme]]></category>
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					<description><![CDATA[L'adolescenza e il periodo che la precede può essere molto faticosa in famiglia.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="p1">L&#8217;adolescenza e il periodo che la precede può essere molto faticosa in famiglia. I ragazzini stanno cercando nuovi equilibri e nuove relazioni, soprattutto fuori casa, e come genitori dobbiamo riuscire ad accogliere il cambiamento senza mai far mancare il nostro supporto</p>
<p class="p1">Quella della preadolescenza è una fase di transizione particolare dal punto di vista delle relazioni: da bambini gli amici sono legati al gioco e al divertimento, poi si cresce, cambiano le esigenze e si diventa più selettivi. Il ragazzino può allontanarsi anche dal proprio nucleo familiare e <b>i suoi punti di riferimento possono non essere più i genitori, ma i suoi pari</b> perché in loro trova complicità, confidenza, condivisione e sostegno.</p>
<p class="p1"><span class="s1">“</span>Tutto questo è assolutamente naturale”, spiega <b>Marta Rizzi,</b> psicologa e psicoterapeuta. <span class="s1">“</span>Studi legati alle neuroscienze dimostrano come lo sviluppo del cervello preveda un cambiamento rivolto proprio alla ricerca di un rispecchiamento nel gruppo dei pari perché hanno gli stessi bisogni, usano lo stesso linguaggio e da loro ci si sente capiti. Al tempo stesso, confrontarsi con loro permette anche di mettersi alla prova e di interrogarsi su se stessi, su quello che si vuole fare e quello che si è”.</p>
<p class="p1">Più i bambini crescono e si avvicinano all<span class="s1">’</span>età adulta, più cercano autonomia. Questo avviene attraverso l<span class="s1">’</span>esplorazione e la sperimentazione, ma anche attraverso la conoscenza dei propri limiti, che è quella che a volte porta a superare i confini della trasgressione. “ I ragazzini hanno la necessità di avere il consenso e l<span class="s1">’</span>approvazione dei coetanei perché vogliono sentirsi compresi, mentre la ricerca dell<span class="s1">’</span>indipendenza, anche di ideali e di valori, può portarli a entrare in <b>contrapposizione con il mondo degli adulti.</b> Per cui a volte appaiono polemici, provocatori, oppositori… entrare in conflitto, però, non significa per forza distruggersi: <b>bisogna trovare nuovi modi per stare insieme,</b> magari urtandosi un po<span class="s1">’</span>, ma sempre insieme”.</p>
<p class="p3"><b>Cosa pensano i genitori</b></p>
<p class="p1">I genitori si trovano improvvisamente spaesati, tra incredulità, incomprensione, senso di impotenza (<span class="s1">“</span>Cos’è successo a mio figlio? Non lo riconosco più… fino a ieri era sorridente e accondiscendente, ora è arrabbiato, sempre contro, litighiamo continuamente… Non mi vuole più bene? Come posso aiutarlo?”).</p>
<p class="p3"><b>Cosa pensa il ragazzino</b></p>
<p class="p1">Si sente incerto, un po<span class="s1">’ </span>oscillante (<span class="s1">“</span>Solo o miei amici mi comprendono fino in fondo, anche se in alcuni momenti mi manca mamma”) e prova fastidio verso i vecchi schemi (<span class="s1">“</span>Ormai sono diventato grande, è possibile che non l<span class="s1">’</span>abbiano ancora capito?”).</p>
<p class="p3"><b>Come sentirsi tutti meglio</b></p>
<ul class="ul1">
<li class="li4">Per prima cosa bisogna lavorare su di sé. Per agevolare questo inevitabile processo di <span class="s1">“</span>separazione” dobbiamo provare a interrogarci per capire cosa smuove dentro di noi questo cambiamento, quali corde tocca. L<span class="s1">’</span>assenza di valore? Di controllo? Un senso di inutilità? <b>Come prima cosa, bisogna fare pace con se stessi.</b></li>
<li class="li4"><b>Ricordiamoci della nostra adolescenza,</b> della considerazione che avevamo degli adulti (e dei genitori) prima di essere troppo rigidi con i nostri figli.</li>
<li class="li4"><b>Osserviamoli con attenzione per imparare a conoscerli anche ora,</b> in modo da trovare un nuovo ponte e un nuovo tipo di relazione. <span class="s1">“</span>La vita è fatta di fasi, così come ci siamo sentiti disorientati quando sono nati, così possiamo sentirci anche ora e dobbiamo trovare nuovi canali di comunicazione, senza dare per scontato che quel che c’è stato prima sia per forza immutabile”, suggerisce l<span class="s1">’</span>esperta.</li>
<li class="li4">Impariamo a instaurare un<b> livello di comunicazione che sia basato sulla fiducia,</b> rassicurando il ragazzino che l<span class="s1">’</span>accettazione è slegata dal comportamento. Il messaggio da passare è “ti vorrò sempre bene, per te spero il meglio e per questo mi aspetto il meglio. Non approverò le tue cavolate, ma ti accetterò”. Ricordando, un po<span class="s1">’ </span>in modo indiretto, che <b>noi siamo un porto sicuro a cui tornare,</b> che ci siamo incondizionatamente, senza giudizio, accogliendo, magari disapprovando, ma ci siamo.</li>
<li class="li4">Importante, poi, trovare un equilibrio: <b>non essere troppo pressanti e invadenti, ma nemmeno troppo permissivi</b> perché il rischio è di apparire disinteressati, di far credere che lo lasciamo a se stesso, mentre deve sapere che per lui noi saremo sempre un supporto.</li>
<li class="li4"><b>Non critichiamo gli amici di nostro figlio</b> perché questo li svaluterebbe e creerebbe ancor più distanza e freddezza. Piuttosto proviamo a capire che cosa lo affascini di loro, cosa riesce a valorizzare che noi non vediamo.</li>
<li class="li4">I ragazzini hanno desiderio e necessità di trovare il consenso dei loro pari per cui il <b>rischio è che si omologhino e che perdano un po</b><span class="s1">’ </span><b>di pensiero critico.</b><span class="s1"> “</span>Cerchiamo di far leva sull<span class="s1">’</span>unicità di ciascuno, sul diritto di ognuno di dire di no e di poter pensare diversamente senza che questo influisca sull<span class="s1">’</span>amicizia”, raccomanda Marta Rizzi. <span class="s1">“</span>Aiutiamo i nostri figli a capire che un amico ti accetta anche se non la pensi come lui, a non cadere nel ricatto dell<span class="s1">’</span>approvazione per poi essere trainati dagli altri senza condividere”.</li>
<li class="li4">Ogni azione ha una conseguenza: alleniamoli al ragionamento del lungo termine per evitare che lo spirito trasgressivo li porti ad <b>agire senza valutare gli effetti collaterali.</b> Mettiamoli in guardia, senza eccessiva pressione, dai possibili rischi.</li>
<li class="li4"><b>Incentiviamo lo sport il più possibile. </b>Tra i suoi molteplici benefici c&#8217;è anche che<b> </b>la gratificazione che deriva dalla produzione di dopamina, ormone del benessere, riduce la necessità di andare a cercarla nei comportamenti trasgressivi.</li>
<li class="li4">Ritagliamoci ancora dei <b>momenti genitore-figlio,</b> per trascorrere del tempo insieme di qualità e per condividere anche i propri stati d<span class="s1">’</span>animo, compresa la malinconia dei momenti passati, di quando c<span class="s1">’</span>erano gli abbracci e le coccole. Senza essere pesanti, ma per comunicare la voglia di trovare nuovi modi di stare insieme e per rinforzare una relazione che sta cambiando e che continuerà a farlo nel tempo.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Articolo redatto in collaborazione con</em> <a href="https://quimamme.corriere.it/"><span class="s2"><b>Quimamme</b></span></a></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Probiotici: sicurezza e qualità al primo posto.</title>
		<link>https://reuflor.it/probiotici-sicurezza-e-qualita-al-primo-posto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[adminTatommi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Sep 2022 09:02:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lifestyle]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://reuflor.it/?p=11010</guid>

					<description><![CDATA[Quando si tratta della salute e del benessere di consumatori e consumatrici, per noi di Recordati/Italchimici non esistono valori più importanti di sicurezza e qualità.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="p2">Quando si tratta della salute e del benessere di consumatori e consumatrici, per noi di <span class="s1">Recordati/Italchimici </span>non esistono valori più importanti di <b>sicurezza e qualità</b>. Il nostro obiettivo è da sempre quello di offrirti la <b>serenità </b>necessaria per utilizzare i nostri prodotti con completa fiducia, per questo seguiamo ogni fase della loro realizzazione in accordo alle<span class="Apple-converted-space">  </span>normative vigenti.</p>
<p class="p2">Il <b>Sistema di Gestione della Qualità </b>di <span class="s1">Recordati/Italchimici si </span>applica alle fasi di sviluppo, produzione e controllo durante il ciclo di vita del prodotto. Le fasi di produzione e di controllo analitico sono affidate a produttori a contratto selezionati accuratamente in accordo alle procedure aziendali di qualità.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p class="p2">Ogni lotto di prodotto viene analizzato sulla base di capitolati definiti e rilasciato nel rispetto delle specifiche previste. <span class="s2">I test eseguiti<span class="Apple-converted-space">  </span>danno garanzia della qualità e della sicurezza del prodotto: viene infatti certificata la quantità di batteri probiotici effettivamente presenti nel prodotto ed il profilo microbiologico del prodotto stesso.</span></p>
<p class="p2"><b>Ricerca scientifica &#8211;</b> <em>Lactobacillus reuteri DSM 17938</em> è un probiotico che vanta una vasta e certificata letteratura scientifica, con ricerche indipendenti condotte a livello internazionale che hanno evidenziato il suo ruolo positivo nel mantenimento dell’equilibrio della flora intestinale.</p>
<p class="p2"><b>Sicurezza e qualità:</b> i principi che guidano l’intero percorso dei nostri prodotti, dallo stabilimento fino al bancone della tua farmacia.</p>
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